Il territorio di Gorizia

L’Isonzo, fiume magico dalle acque azzurre e limpide caratterizza il territorio che storicamente e geograficamente si identifica con la città di Gorizia. Dalle sorgenti ai piedi del Mangart percorre in maniera tormentata una vallata (vero paradiso dei canoisti) tracciata da nomi di monti sacri: Rombon, Mrzli, Nero, Bainsizza, Sabotino per entrare nella piana di Gorizia lambendo il Podgora e accompagnando, con acque che possono assumere un andamento tumultuoso in maniera improvvisa, le pendici dell’Altipiano carsico dominato dall’altura del Monte S. Michele.
Poi, un percorso tranquillo nella pianura isontina costellata da paesi e località dai campanili di fogge diverse diventate note al popolo italiano all’inizio del ‘900 per le vicissitudini della Prima guerra e per il tormentato periodo della Seconda.

Lago di Doberdò

Un territorio di confine, una porta aperta verso l’Est dal tempo dei romani con Aquileia seconda città dell’impero, ancora porta durante le invasioni barbariche e le scorrerie dei turchi, per diventare dopo una terribile e devastante Grande guerra luogo della memoria ed essere in tempi recenti esempio di come un confine blindato da guerra fredda si possa trasformare in un posto aperto a comunicazione di idee e popoli.
Il Carso, un piacevole altipiano ormai coperto da vegetazione che si tinge di giallo e rosso nell’autunno inoltrato, sferzato dalla bora gelida d’inverno, terreno pietroso con rari appezzamenti coltivati o erbosi e disseminato di doline, è il luogo, allora desolatamente di sassi, dove lungo un fronte che portava fino al Monte Hermada (porta verso Trieste con alle basi la mitica foce del Timavo) per 30 mesi si affrontarono in un cruento confronto uomini provenienti da varie nazioni d’Europa. A memoria di quegli eventi rimangano il Sacrario di Redipuglia con il colle Sant’Elia, il cimitero Austro-ungarico di Fogliano, i resti di trincee e fortificazioni, monumenti, cippi, cappelle e musei: simboli e testimonianze volte a non dimenticare. Più a nord, nel territorio di Gorizia il Sacrario di Oslavia , al fianco del Podgora e di fronte al monte Sabotino e S. Gabriele, che con i suoi 60.000 caduti testimonia l’alto costo umano della conquista di pochi metri di territorio durante le 11 battaglie dell’Isonzo.
Ed è più a nord, lungo il corso del fiume, che troviamo il Sacrario di Caporetto dove 14.00 caduti ricordano l’ottobre del 1917 per la 12° battaglia.
Ma la terra goriziana è come uno scrigno: è votata alla vite!!! Il Collio , con la naturale prosecuzione nell’adiacente Brda slovena, assieme ai terreni pianeggianti che si distendono verso Aquileia e il mare, rappresentano quanto di meglio si possa trovare in tema di ospitalità.
La riconosciuta qualità dei vini friulani trova un’assoluta eccellenza nei bianchi della zona che, assieme ai rossi, si accompagnano ad una cucina che risente della storia del territorio: la semplicità di una terra contadina, dove friulani e sloveni trovavano una pacifica convivenza, con le contaminazioni di un passato di cinque secoli sotto la corona asburgica. Il tutto in una cornice di dolci colline dalle cui alture lo sguardo abbraccia le alpi Giulie e si perde fino al mare.


monte Fortin

Cannoniere monte Fortin

Redipuglia

Sacrario di Redipuglia

Cippo

Carso

Sagrado

Sagrado vista dall'Isonzo

Cannoniere

Cannoniere sul San Michele

San Michele

Museo San Michele