Gorizia da vedere

Vista su Gorizia

Benvenuti a Gorizia, città dai mille volti, unica e contraddittoria, terra di confine e divisione ma anche di unione di tante genti e di molteplici culture.
Una città millenaria dal passato glorioso, che fu sede di importante contea fino al 1500, quando passò sotto la casata degli Asburgo e ne divise il destino per 418 anni, fino al suo definitivo passaggio all’Italia avvenuto con la fine della I° Guerra Mondiale. Durante questo lungo periodo passato sotto l’Austria la città s’ingrandì e si sviluppò sia come centro commerciale che come luogo di villeggiatura. La conseguenza fu che, alla fine dell’Ottocento, venne coniato per Gorizia il termine “Nizza Austriaca” , proprio per sottolineare come Gorizia fosse una località alla moda e sana, tanto da venir scelta dal bel mondo Asburgico per passare le vacanze o per prendervi dimora, grazie alla mitezza del clima e ai molteplici itinerari naturalistici che spaziavano dal Collio alla valle del Vipacco.
Non ci furono solo periodi felici, purtroppo; non possiamo infatti dimenticare il ruolo che Gorizia ebbe nella storia del cosidetto “secolo breve”. Gorizia ebbe suo malgrado un ruolo centrale, da protagonista, nella Grande Guerra, con il fronte praticamente davanti a casa, contesa aspramente fino alla sua conquista da parte delle truppe Italiane. Innumerevoli eroismi e sacrifici si contarono da ambo le parti, mentre i combattimenti infuriavano tutto intorno alla città, dal Monte Calvario al Sabotino al vicino S. Michele. Di quei anni l’uomo simbolo è sicuramente il S.ten. Aurelio Baruzzi , “l’Eroe di Gorizia”, colui che, dopo aver fatto prigionieri 200 soldati nemici innalzò il primo Tricolore in Gorizia l’otto agosto 1916.
Passano pochi anni e un’altra catastrofe, la II° Guerra Mondiale, investe tutto e tutti, con eventi che per Gorizia significheranno lutti e distruzione e che ne deturperanno l’aspetto tanto da venir definita la “piccola Berlino”, per il suo confine fisico nato dalla follia degli uomini, un confine innaturale e deturpante che per decenni è stato il “Limes” invalicabile che divideva il mondo in due blocchi e che solo da pochi anni si è riaperto alla libera circolazione di uomini ed idee.
Ma la storia avanza, fa crollare muri ed ideologie, ed ecco che arriviamo ai giorni nostri, con una Gorizia moderna e proiettata verso il futuro, pur tra problematiche di varia natura dovute ai turbinosi cambiamenti avvenuti nell’ultimo decennio, tenacemente attaccata ai valori del passato ma aperta alle novità e disponibile ad accogliere idee e persone per migliorare e essere sempre al passo con il futuro che avanza.
Benvenuti a Gorizia, una città formata e forgiata da mille storie, una pietra preziosa con tante sfaccettature che proprio per questo la fanno ancor più brillare, una perla mollemente adagiata in riva all’Isonzo color smeraldo.


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Chiesa di Sant'Ignazio

Foto di Paola Zavan

Carlo Michelstaedter

Foto di Paola Zavan

Giardino del Municipio

Foto di Paola Zavan

Piazza Sant'Antonio

Circolo fotografico Lucinico

Palazzo del Governo

Circolo fotografico Lucinico

Palazzo Strassoldo